INIZIATIVA CRISTIANA

QUALE FUTURO PER L'ITALIA?

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QUALE FUTURO PER L'ITALIA?

(DIRE) Roma, 24 apr. – “Non e’ facile capire la strategia di Mattarella in questa seconda fase delle consultazioni: il mandato dato alla Casellati prima e a Fico ora, prevede un accordo dai margini molto stretti. Non solo in termini spazio-temporali, ma soprattutto per quanto attiene alle possibili alleanze, cosi’ blindate che lasciano come unica alternativa poter dire si o no, senza mediazioni di sorta.

Perno dei diversi scenari ipotizzati da Mattarella e’ sempre e comunque il M5S, che sembra sempre piu’ l’elemento problematico del sistema, non certamente la soluzione dei problemi. Le certezze incrollabili del Movimento sono ancorate alla premiership di Di Maio la premiership e alla intransigenza del loro programma, vera cartina di tornasole su cui misurare avversari e alleati.

Al M5S il diritto di indicare leader e programma, agli altri il dovere di dire si o no; loro decidono chi sono i buoni e i cattivi, agli altri l’onore di stare dalla parte dei buoni da loro selezionati, abbandonando i cattivi compagni”.

Lo afferma la senatrice Paola BINETTI, visibilmente preoccupata della piega che stanno prendendo le consultazioni.
“I due populismi, Lega e M5S, hanno un’impronta ideologica- sottolinea BINETTI- che puo’ anche intercettare consenso mediatico, ma e’ scarsamente traducibile sul piano operativo. Basta vedere, ad esempio, quanto e’ recentemente accaduto in Finlandia con il reddito di cittadinanza, revocato dopo appena un anno dalla sua iniziale applicazione e nonostante l’enorme operazione mediatica con cui venne lanciato un anno fa.
Lanciare proclami e’ un’arte che puo’ fruttare anche molti voti; ma governare e’ un’altra cosa e l’arte del buon governo richiede esperienza e gradualita’. Nessun buon governo e’ mai scaturito da una rivoluzione, tutt’al piu’ c’e’ stata qualche dittatura piu’ o meno drammatica.
Se il confine tra democrazia diretta ed anarchia e’ molto sottile, quello tra populismo e dittatura e’ ben comprovato dalla storia. Vedremo cosa accadra’ giovedi, quando Fico riferira’ al Presidente, dopo aver consultato il Pd, anche se si fatica ad immaginare chi sentira’ del Pd, partito dalle molte anime e dalle moltissime microleadership interne.
Peccato che il vecchio partito di maggioranza non abbia ora una leadership accolta da tutti, capace di parlare a nome di tutti”.
Secondo BINETTI “c’e’ di tutto nel Pd, soprattutto pensando all’incertezza del prossimo congresso e allo spostamento della data proprio in attesa della piega che prendera’ la legislatura. C’e’ chi vuole andare al governo a tutti i costi e chi invece vuole assistere al fallimento conclamato del futuro governo a trazione Cinquestelle per sostituirlo nel prossimo giro di giostra.
Ma e’ urgente porre in primo piano non le schermaglie dei partiti e di chi li dirige, ma le necessita’ del Paese. Si legge sui giornali che ieri Mattarella fosse visibilmente irritato per i ritardi dei cosiddetti responsabili, ma questo e’ niente rispetto all’irritazione degli italiani, che capiscono sempre meno questa politica e se la capiscono non la stimano e giudicano malissimo i suoi leader.
Tutti. Nessuno escluso”, conclude BINETTI.
(Com/Sor/ Dire) 16:50 24-04-18 NNNN